Mercoledì 24 Mag 2017
Risorse Naturali

Valle Scurosa

VALLE SCUROSA

Valle stretta ed incisa che conserva il suo aspetto originario grazie all'asprezza del paesaggio, che l'ha preservata dall'intervento dell'uomo. Il suo imbocco è situato a circa 500 m di quota mentre l'alta valle raggiunge i 1100 m circa, nei pressi della Bocchetta della Scurosa (M. Pennino al confine con l'Umbria). Questa valle, orientata circa NE-SW, è delimitata verso nord dall'allineamento M. Linguaro (m 1390) – M. Rangora (m 1201) e verso sud dall'allineamento M. I Piancali (m 1350) – M. Camorlo (m 1395) – M. Stinco (m 1302). Percorrendola si possono osservare le unità rocciose calcaree stratificate della successione umbro-marchigiana, più volte piegate a causa delle deformazioni tettoniche compressive che sono avvenute durante il Neogene e che hanno

Leggi tutto: Valle Scurosa

I Piani Di Montelago

I PIANI DI MONTELAGO
I Piani di Montelago e il sistema Valle Scurosa - Valle dello Scarzito rappresentano una piccola porzione dell'Appennino umbro-marchigiano compresa tra l'alta valle del F. Chienti e quella del F. Potenza. In quest'area affiorano quasi tutte le formazioni tipiche della successione sedimentaria umbro-marchigiana, dal Calcare Massiccio al gruppo delle Scaglie s.l. Ben evidenti sul terreno sono inoltre gli effetti delle fasi tettoniche deformative compressive avvenute durante il Neogene e di quelle a carattere distensivo sviluppatesi durante il Quaternario. Durante quest'ultimo periodo, infine, risultano molto evidenti le modificazioni del paesaggio provocate dai processi carsici.

Leggi tutto: I Piani Di Montelago

Montelago Geopark

IL GEOPARK DI MONTELAGO:
ESEMPIO DI INTEGRAZIONE TRA PATRIMONIO GEOLOGICO, ARCHEOLOGICO E STORICO

La conca di Montelago è situata nell'Appennino umbro-marchigiano meridionale e costituisce un bacino endoreico di modesta estensione, articolato in due altopiani posti a quote diverse (intorno ai 900 m s.l.m.; Fig 1). Modellata nei litotipi prevalentemente calcarei della sequenza umbro-marchigiana, deve la sua genesi prevalentemente alla tettonica distensiva quaternaria e secondariamente al modellamento carsico, ancora attivo. Ai margini, rispettivamente Nord e Sud, troviamo i rilievi di Monte Primo (quota m 1299) e di Monte Igno (m 1435).

Leggi tutto: Montelago Geopark

Valle delle Spiante: le rocce

La Valle delle Spiante, a monte della località Castello di Fiuminata, è bordata dai rilievi montuosi di Colle Corno (1205 m s.l.m.), Monte Vermenone (1363 m s.l.m.) e Monte Ferro Rotondo (1192 m s.l.m.).

Qui è possibile conoscere le rocce giurassiche; intuire gli ingenti sforzi da esse subiti ed impressi in pieghe, fratture e faglie; comprendere come la composizione e struttura delle rocce abbia condizionato sia la morfologia superficiale che la circolazione delle acque in profondità. Qui è semplice e suggestivo intuire il tempo passato e la continua evoluzione naturale di un territorio. Questa è un po’ una valle della memoria geologica: proprio qui fino a circa 5 milioni di anni fa c’era il mare. Le rocce che oggi si incontrano sulla valle si sono originate da circa 200 a 125 milioni di anni fa, in un ambiente appunto marino. Ciò che vediamo attualmente è il risultato della successiva emersione dal mare e di un progressivo modellamento ad opera soprattutto dell’incessante azione delle acque meteoriche che hanno eroso ed inciso la valle.

Leggi tutto: Valle delle Spiante: le rocce

Valle di Fonte di Brescia: le rocce

La valle di Fonte di Brescia è bordata dai rilievi montuosi di Serrarossa (1042 m s.l.m.), Monte Ferro Rotondo (1192.9 m s.l.m.), Monte Vermenone (1363.3 m s.l.m.). Lungo questa valle sono ubicate alcune sorgenti del Fiume Potenza, il quale nasce dalla confluenza tra il fosso di Fonte di Brescia ed il fosso di Laverino-Laverinello.

Il fosso di Fonte di Brescia è alimentato da una serie di sorgenti che si manifestano nel fondovalle. L’emergenza delle stesse è strettamente legata alla composizione delle rocce presenti, al loro stato di fratturazione ed all’assetto strutturale delle stesse, cioè al modo in cui le rocce sono disposte in profondità.

Le rocce affioranti su tutta la valle sono denominate Formazioni della Maiolica, Marne a Fucoidi, Scaglia bianca e Scaglia rossa, rispettivamente dalla più antica alla più giovane, formazioni appartenenti alla sequenza delle rocce nota in letteratura come “successione umbro-marchigiana”.

Leggi tutto: Valle di Fonte di Brescia: le rocce

Esemplare monumentale di faggio (Fagus sylvatica) lungo la Valle di Laverinello

Coordinate (WGS84): 328341 m E – 4776580 m N.

Motivazione: Albero monumentale

Descrizione: Esemplare secolare di faggio (Fagus sylvatica), presente vicino ad un abbeveratoio. In passato, non era inusuale lasciare, in prossimità dei luoghi di sosta per il bestiame, qualche albero che potesse offrire riparo nelle ore più calde del giorno. Questo esemplare arboreo di considerevoli dimensioni, rappresenta un elemento di singolare importanza che caratterizza il paesaggio agro-silvo-pastorale del territorio comunale.

Accessibilità: Accessibile attraverso il sentiero (percorribile anche con fuoristrada) che parte dall'abitato di Laverinello in direzione Forca di Bara.

Leggi tutto: Esemplare monumentale di faggio (Fagus sylvatica) lungo la Valle di Laverinello

Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di agrifoglio (Ilex aquifolium)

Coordinate (WGS84): 33 T 329114 m E – 4773612 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Il bosco di faggio (Fagus sylvatica), o "faggeta", è il bosco tipico del Piano Montano dei rilievi appenninici ed è diffuso, sull'Appennino centrale, tra 900/1000 e 1700/1800 m di altitudine. In questa stazione, nel corteggio floristico del sottobosco, è presente l'agrifoglio, specie sempreverde che predilige ambienti poco soleggiati, non interessati da improvvise variazioni di temperatura, terreni umidi, ricchi di sostanze organiche ed elementi minerali. A livello europeo, queste faggete sono riconosciute come habitat di interesse comunitario prioritario "9210 - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex" (Direttiva 92/43/CEE).

Leggi tutto: Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di agrifoglio (Ilex aquifolium)

Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di tiglio 2

Coordinate (WGS84): 33 T 328620 m E – 4773468 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Il bosco di faggio (Fagus sylvatica), o "faggeta", è il bosco tipico del Piano Montano dei rilievi appenninici ed è diffuso, sull'Appennino centrale, tra 900/1000 e 1700/1800 m di altitudine. La faggeta è riconosciuta a livello europeo come habitat di interesse comunitario prioritario "9210 - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex" (Direttiva 92/43/CEE). Sul Monte Pennino la faggeta si arricchisce della presenza del tiglio (Tilia platyphyllos), essenza arborea caducifoglia piuttosto rara nelle Marche, dove vegeta nell'ambito dei Piani Alto-Collinare e Basso-Montano, all'interno di forre o strette vallate, in esemplari isolati o riuniti in piccoli gruppi, prediligendo suoli umidi, profondi e fertili.

Leggi tutto: Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di tiglio 2

Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di tiglio

Coordinate (WGS84): 33 T 329004 m E – 4773954 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Il bosco di faggio (Fagus sylvatica), o "faggeta", è il bosco tipico del Piano Montano dei rilievi appenninici ed è diffuso, sull'Appennino centrale, tra 900/1000 e 1700/1800 m di altitudine. La faggeta è riconosciuta a livello europeo come habitat di interesse comunitario prioritario "9210 - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex" (Direttiva 92/43/CEE). Sul Monte Pennino la faggeta si arricchisce della presenza del tiglio (Tilia platyphyllos), essenza arborea caducifoglia piuttosto rara nelle Marche, dove vegeta nell'ambito dei Piani Alto-Collinare e Basso-Montano, all'interno di forre o strette vallate, in esemplari isolati o riuniti in piccoli gruppi, prediligendo suoli umidi, profondi e fertili.

Leggi tutto: Bosco di faggio (Fagus sylvatica) del Monte Pennino con presenza di tiglio

Pascolo arido a sesleria dell’Appennino (Sesleria juncifolia), dei settori sommitali del Monte Pennino

Coordinate (WGS84): 33 T 328127 m E – 4774237 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Pascolo arido a dominanza della graminacea sesleria dell'Appennino (Sesleria juncifolia), con specie endemiche o di interesse fitogeografico (Edraianthus graminifolius, Phleum hirsutum subsp. ambiguum, Erysimum pseudorhaeticum, Centaurea ambigua), che si sviluppa generalmente sulle creste dei rilievi montuosi, dove il suolo risulta poco profondo, a causa delle condizioni geomorfologiche (elevata acclività) e dell'erosione esercitata dagli agenti meteorici, in particolare dall'azione ripetuta del gelo/disgelo (crioturbazione). Anche se al di sotto del limite potenziale del bosco (che per le Marche si aggira intorno a 1800 m di altitudine), tale prateria è considerata "primaria", poiché i fenomeni di crioturbazione impediscono l'insediamento del bosco. Questo tipo di vegetazione è riconosciuto dall'Unione Europea come habitat di interesse comunitario "6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine" (Direttiva 92/43/CEE).

Leggi tutto: Pascolo arido a sesleria dell’Appennino (Sesleria juncifolia), dei settori sommitali del Monte...

Pascolo semimesofilo a forasacco eretto (Bromus erectus), con fioritura di orchidee, della sommità del Monte Pennino

Coordinate (WGS84): 33 T 328510 m E – 4773912 m N.

Motivazione: Vegetazione di elevato valore biologico

Descrizione: Pascolo semimesofilo secondario, ricco di specie, a dominanza della graminacea forasacco eretto (Bromus erectus), che si caratterizza soprattutto per la fioritura primaverile di numerose specie di orchidee (appartenenti perlopiù ai Generi Orchis e Ophrys). Questa formazione erbacea è definita "secondaria" perché ha avuto origine in seguito al taglio da parte dell'uomo di superfici forestate per ottenere aree utilizzabili per il pascolo e per altre attività produttive. La conservazione di questa formazione erbacea e della biodiversità che essa comprende, è strettamente legata alla permanenza delle attività tradizionali di pascolo del bestiame domestico, in assenza delle quali la prateria evolverebbe spontaneamente verso il bosco. La tutela di questo tipo di praterie è stata riconosciuta di fondamentale importanza per la conservazione della biodiversità in Europa.

Leggi tutto: Pascolo semimesofilo a forasacco eretto (Bromus erectus), con fioritura di orchidee, della...

Stazione di agrifoglio (Ilex aquifolium) in loc. Forca di Bara

Coordinate (WGS84): 329219 m E – 4774632 m N.

Motivazione: Specie di interesse fitogeografico e/o conservazionistico.

Descrizione: L'agrifoglio (Ilex aquifolium) è una specie arborea o arbustiva sempreverde, con areale che interessa l'Europa centro-occidentale e Sud-orientale, le coste scandinave occidentali, le Isole Britanniche e l'Africa Nord-occidentale. In Italia è presente in tutte le regioni, con particolare frequenza in quelle centro-meridionali. La distribuzione nelle Marche è legata fondamentalmente ai rilievi montuosi, in prevalenza nei Piani Alto-Collinare e Basso-Montano. Predilige ambienti poco soleggiati, non interessati da improvvise variazioni di temperatura, terreni umidi, ricchi di sostanze organiche ed elementi minerali. In questa stazione l'agrifoglio si trova, insieme ad altre specie arbustive, principalmente ai margini di un sentiero che attraversa formazioni forestali a caducifoglie.

Leggi tutto: Stazione di agrifoglio (Ilex aquifolium) in loc. Forca di Bara

  • percorsi acquaLa ricchezza di acque e cascate ha favorito lo sviluppo, industriale, agricolo e pastorale di marcamontana, terra che si estende nelle vallate di due tra i più importanti fiumi della regione, il Potenza e l'Esino.  Percorsi punteggiati da fonti, abbeveratoi e sorgenti, grotte e rifugi sono stati nei secoli di conforto a pastori e pellegrini.  In visita ai Varano di Camerino nel corso del suo pellegrinaggio nei luoghi sacri, lsabella d'Este nelle sue lettere si definisce incantata dalla natura dei luoghi e dalle opere dell'uomo.  

    Nelle acque e negli allevamenti di queste valli sguazza la Trota Fario il cui habitat ideale è garantito non solo da un ambiente incontaminato, ma dalla grande attenzione che i troticultori di Sefro e Fiuminata riservano ad un pesce che vive in acque fresche, chiare, ben ossigenate, fondali rocciosi, sassosi o ghiaiosi.  Ci vogliono circa 2 anni perché una di queste trote raggiunga i 200 gr di peso, il minimo per poter essere commercializzata sia al dettaglio che nella grande distribuzione: è apprezzata per la qualità della carne, più tenera, delicata e soda rispetto ad altre razze. Le trote si possono poscara, acquistare e gustare anche in abbinamento con altri gioielli di queste terre come il tartufo ed i gamberi (da gustare in umido, alla griglia, in salsa per primi piatti) che si catturavano fino a qualche tempo fa in gran numero a Pioraco, Fiuninata, Sefro nelle notti di luna piena di agosto e settembre negli affluenti del Potenza dove l'acqua è limpida e calma.

  • aree verdi protetteAlcune aree della Comuntià Montana Zona H sono state segnalate fin dagli anni '70 dalla Società Botanica italiana nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia": Fonte delle Bussare; Piani di Montelago; Monte San Vicino; Grotte di Sant'Eustachio e Valle dei Grilli (coni ruderi dell'eremo, in parte scavato nella viva roccia. che risale al secolo XI); Gole di Pioraco: Valle di San Pietro, con rigogliosi boschi che nascondono la forra in cui scorrono le prime acque dell'Esino; Valle della Scurosa, in parte ancora selvaggia; il Monte Pennino ed i suoi pascoli sommitali, sono da anni riconosciuti come Aree Floristiche Protette della Regione Marche (LR n. 52 del 30 dicembre 1974), considerate a tutti gli effetti Riserve Botaniche.

  • boschiMarcamontana è un territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello che offre anche l'eccezionale possibilità di un tour  tra alberi secolari.  

    Sono faggi e pinete a dominare quantitativamente le specie di flora che si incontra lungo i sentieri.  Faggeta ad alto fusto nella parte alta di Valle Scurosa, lungo un percorso in cui sono visibili anche le piazzole (dette, appunto, carbonare) in cui venivano bruciate le cotte;  

    faggi nel tratto che porta a Forca di Bara e faggi secolari sulla forestale che conduce a Macchia Lori;

    faggi le quinte del sentiero 219, mentre tratti di bosco ceduo interrompono il cammino 222 tra i pascoli che va da Serripola a Stigliano.

    Monumentale il faggio più grande della faggeta secolare dei Piani di Cafaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • goleIl percorso naturalistico "Li Vurgacci" si snoda all'interno della gola di Pioraco formata dal fiume Potenza. Una natura incontaminata dove ci si imbatte in cascate e giochi d'acqua, dove si possono ammirare resti romani e i cosiddetti "mostri" scolpiti nella roccia, e che sale fino al punto panoramico "La Croce". Una falesia della Gola di Pioraco è disponibile per l'arrampicata sportiva. Suggestiva da visitare la gola di Jana da raggiungere anche in bicicletta attraverso il caratteristico paesino di Braccano da cui si prosegue costeggiando un fosso che rappresenta una vera particolarità naturalistica: é attraversato da una sorgente per tutta l'estate e parte dell'inverno.

  • la rocciaA Fiuminata la palestra di roccia è stata la prima ad essere aperta nelle Marche per l'arrampicata sportiva: ha 60 vie di risalita dal 4 all' 8 grado. Nella Gola di Pioraco è disponibile una falesia che ha oltre 50 tiri che vanno dal 4+ all' 8b. L'arrampicata è prevalentemente tecnica, trattandosi nella maggior parte dei casi di placche verticali o leggermente strapiombanti: occorrono buone dita e scarpe strette.

  • la rocciaPer essere il più possibile vicini a Dio è necessario allontanarsi dal mondo e dalle sue tentazioni: grotte ed anfratti del territorio sono i luoghi scelti o edificati ad hoc da eremiti (ma anche tagliapietre) siu percorsi e gli insediamenti antichissimi e ricchi di spiritualità dei pastori transumanti. Fu la chiesa stessa a rafforzare questa consuetudine: sostituì a quello del genius loci dei pagani il culto di Michele Arcangelo, puro spirito che aleggia nelle grotte come nei boschi, guerriero che combatte il male insidioso ad ogni passo. Sulle orme di monaci de eremiti si percorrono i sentieri 205 (San Severino) e 229 (Pioraco), si giunge a Valle dell'Elce (Gagliole) per il sentiero 224. e si va alla ricerca dell'atmosfera mistica che permise a Santa Sperandia e Sam Vittorino di vivere in penitenza tra questi calcari.

  • pineteMarcamontana, ricca di ecosistemi vitali, offre anche l'eccezionale possibilità di un tour tra alberi secolari, faggi e pinete dominano la flora dei sentieri.  Vaste pinete si incontrano percorrendo i sentieri 206, 207 e 222 in comune di San Severino Marche ed è attraversando la pineta di Monte Verde ed un bosco ceduo che si arriva da Treia al Castello di Pitino. Ci sono fonte ed area di sosta per un riposante break nella pineta del Sentiero delle Rocche,  Mentre la Pineta dell'Impero è tappa obbligata per dirigersi verso un punto panoramico tra i più interessanti da cui si gode della vista su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Infine, è attraverso il sentiero che si snoda tra le pendici del Monte Gemmo ed una fitta pineta che si giunge a Fonticelle superando il dislivello tra il piano dell'antico lago e la parte finale della Gola di Pioraco.

  • alberi secolariUn territorio integro e ricco di ecosistemi vitali quello marcamontana che offre anche l'eccezionalIe possibilità di un tour tra alberi secolari.  A Castelraimondo due esemplari di roverella (Quercus Pubescens Willd): uno si trova nella villa di Lanciano (4.6 mt di diametro x 15 mt di altezza). l'altro al piano di Rustano (43 mt di diametro x 16 mt di altezza).  Roverelle anche a Matelica (Casa Foscola, esemplare di 4 mt di diametro x 15 mt di altezza) e a Treia (Località San Marco Vecchio). Quest'ultima oltre ad essere la più grande (6 mt di diametro x 23 mt di altezza) pare abbia fatto ombra anche a Garibaldi.  Assolutamente monumentale il faggio più grande della faggeta secolare di Piani di Canfaito, zona San Severino Marche: 6 mt di diametro per 25 di altezza.

  • lezioni verdiLa particolare natura geologica e lo straordinario ecosistema di marcamontana consentono di intraprendere un interessante percorso informativo didattico tra il Museo di Storia Naturale ed il Centro di Educazione Ambientale a Gagliole. Si possono prenotare, tra l'altro, visite guidate integrate a momenti didattici (comprese escursioni con esperti per l'osservazione diretta degli affioramenti fossiliferi a Valle dei Grilli e Valle dell'Elce e, ricerca e riconoscimento di reperti fossili originali in area simulata. A Pioraco Museo dei Fossili e Museo della Carta e della Filigrana, con sosta alla gualchiera per la fabbricazione della carta secondo l'antica tecnica. Ad Esanatoglia, viaggio visivo nella volta celeste complice l'assenza di inquinamento luminoso del punto di osservazione astronomica gestito da Astrosearch Aesa.

  • rifugi pascoliPer una esperienza unica, in cui l'auto ha un ruolo marginale o assente, marcamontana propone di andare per agros, per i campi, come i pellegrini e pastori che, nelle loro marce di avvicinamento ai luoghi di culto ed ai pascoli montani, utilizzavano le strade consolari. l primi per i tratti ancora in uso gli altri guidando gli armenti per il corridoio erboso che le fiancheggiava. Viandanti e transumanti  s'inerpicavano per i sentieri erbosi alla ricerca dei pascoli e dei solitari luoghi santi dove la devozione popolare indicava la presenza di santi personaggi cui spesso attribuiva virtù traumaturgiche o divinatorie. Tra gli altri, completamente erboso è il sentiero europeo E1 che dalla piana di Colfiorito, attraverso Valle dei Grilli, la Bocchetta e Valle della Scurosa, giunge a Sefro e prosegue in direzione Fiuminata, Spindoli poi risale fino alle sorgenti del Potenza sotto il Passo del Cornello.

  • i montiDall'Adriatico ai Sibillini marcamontana è un susseguirsi di panorami urbani e naturali suggetivi ed ineguagliabili, da godere anche durante tour a cavallo o bicicletta. Salendo a Monte Stinco tra le straordinarie bellezze ambientali c'è anche il punto panoramico di Capanna dei Mulari. Dal sentiero che muove da Fiuminata verso Fonticelle, lo sguardo spazia su Pioraco e le vallate di Potenza e Scarsito. Salendo da Castel Santa Maria, sosta obbligatoria al balcone panoramico aperto sulle vallate di Matelica (semplicemente magnifica anche dal San vicino), Sefro e Fiuminata. Durante la piacevole passeggiata tra i prati fino a Forca di Bara, lo sguardo si apre in ogni direzione su uno scenario straordinario: a est Valle della Scurosa ed i monti Stinco e Camorlo, ad ovest la valle di Laverino, a sud il gran Sasso d'Italia.


Calcola il Percorso di Marca

Seleziona l'inizio del percorso:
Seleziona la fine del percorso:
Tipologia:
Waypoints: (Ctrl-Click for multiple selection)

Vedi anche ...

Video Gallery