Mercoledì 29 Mar 2017

Il Castrum Sefranum

BENI ARCHITETTONICI
Coord. WGS84 N 43° 08’ 50,95” E 12° 56’ 57,36”
Quota: 513 mt

Il Castrum Sefranum
Gli statuti del 1423 descrivevano un centro abitato di modeste dimensioni, che era il cuore del paese e si distribuiva intorno al Castrum, mentre era attribuita una maggiore importanza alle tre contrade, tuttora esistenti, di Casii, Saxorum e Paghi et Gori, soprattutto nella determinazione delle magistrature.
Oggi non mancano le moderne edificazioni, ma il paese ha mantenuto l’antica divisione in tre terzieri e ha conservato alcuni caratteri propri dell’epoca medievale.


Fra i terzieri in cui fu diviso il comune di Sefro si annovera Sassi (Saxorum), nel quale tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV, fu costruito in posizione piuttosto centrale il Castrum Sefranum. Questa fortificazione muraria con torre, portico e altri edifici veniva utilizzata dalla popolazione di Sefro, al pari di tante altre nei dintorni, come presidio militare di difesa contro eventuali nemici e, in caso di attacco, svolgeva la funzione di rifugio per la comunità.
Gli edifici che compongono il castello sono in pietra calcarea bianca, con archi a sesto acuto e a tutto sesto e la loro disposizione farebbe pensare al fatto che Sassi fosse il primitivo castrum di Sefro, e che gli edifici circostanti non sarebbero stati altro che un borgo della stessa contrada. Gran parte degli edifici che costituiscono la contrada, nonostante le ristrutturazioni degli anni passati, presentano caratteristiche antiche, come gli edifici uniti a schiera, le viuzze strette, gli archivolti e diversi sottopassi, che li inseriscono inequivocabilmente nel periodo medievale.
Anche il castello, come la Pieve, in epoca medievale aveva una funzione importante, poiché non solo costituiva un essenziale strumento di difesa, ma permetteva anche la crescita della popolazione e la nascita di altre attività artigianali.
Nel periodo che vide protagonisti i Da Varano di Camerino, il Castello fu sicuramente una loro proprietà e oggi di tale struttura medievale, impropriamente chiamata Castello dei Varano o Torre dei Varano, rimangono alcuni resti per mezzo dei quali è ancora possibile distinguere la struttura dell’opera fortificata.

Cenni storici dell’alleanza con Camerino
Il periodo che vide scontrarsi le opposte fazioni dei Guelfi, fedeli al Papa e dei Ghibellini, seguaci dell’Imperatore, fu contrassegnato da violente lotte che coinvolsero la città di Camerino e le zone circostanti e così pure il piccolo comune di Sefro. Dopo esser stato incoronato Imperatore, nel 1220, Federico II di Svevia cominciò a rivendicare il possesso del Ducato di Spoleto, nel quale era cresciuto, e di quello di Camerino con esso confinante. I Camerinesi, in gran parte filopapali, intuirono l’imminenza del pericolo e iniziarono ad organizzarsi per proteggere la loro città e il territorio circostante.
Nel 1240 il Cardinale Sinibaldo Fieschi riconobbe alla città di Camerino alcuni privilegi, tra i quali era contemplato anche il possesso diretto di più di cinquanta castelli, fra gli oltre cento sottoposti alla sua giurisdizione. Anche il comune limitrofo di Sefro, seppur ancora appartenente al Ducato di Spoleto, entrò a far parte dell’orbita camerinese e come tale ottenne gli stessi vantaggi concessi a quella città.
Nel mese di novembre del 1240 la piccola comunità di Sefro era già costituita in Comune e i sindaci di Sefro e Camerino si promettevano vicendevolmente di difendere i diritti dei due comuni, di fare in comune guerra e pace, di concedere libero commercio e scambio.
L’alleanza di questi due comuni si rafforzò ulteriormente nel 1259, anno del sacco di Camerino. Quando le truppe ghibelline di Manfredi di Svevia, succeduto al padre Federico II, guidate da Percivalle Doria, assediarono la città di Camerino e costrinsero i suoi abitanti alla fuga, più di cento famiglie camerti trovarono rifugio e protezione nel comune di Sefro. La città di Camerino rimase completamente distrutta e i suoi abitanti restarono in esilio fin quando, nel 1262, Ranieri della Rocca di Santa Lucia e Gentile da Varano, entrambi podestà dei Camerinesi, riuscirono a farli rientrare nel loro comune.

Il Museo della civiltà contadina
castrum sefranumAttualmente all’interno di alcune stanze della fortezza è ospitato il Museo della Civiltà Contadina, nato grazie al lavoro e alla passione del suo ideatore, il Sig. Florindo Ferretti, che continua anche oggi ad occuparsene.
La collezione del museo è costituita da una varietà di oggetti caratteristici legati al mondo agreste e da una vasta serie di utensili comunemente usati nelle case e nei campi risalenti al 1800 e ai primi anni del 1900. Gli oggetti sono sistemati in ordine preciso e occupano completamente le pareti. Grazie ad un contributo, richiesto dal Comune di Sefro per il completamento della struttura museale, da qualche anno è stato allestito un altro piccolo spazio in cui sono state collocate le attrezzature più ingombranti.

 

 

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