Mercoledì 29 Mar 2017
Castelraimondo

L'infiorata

Cittadina della Provincia di Macerata, è situata quasi a conclusione dell'Alta Valle del fiume Potenza, in un ambiente naturale piuttosto gradevole, costituito da una serie di rilievi collinari, che terminano con la quinta montana preappenninica formata dai Monti Primo, Gemmo e di Crispiero. Ad annunciarla da lontano è il Cassero, torre medievale in origine merlata e alta 37 metri, vestigia di un passato illustre e suggestivo. La presenza dell'uomo nella zona è certificata da reperti archeologici del Mesolitico o Neolitico e d'origine romana, ma solo nei secoli del Basso Medioevo si hanno i primi documenti storici che attestano l'esistenza dell'Ospedale di Rotabella e della chiesa di San Bartolomeo, citati con certezza sin dal 1290. Lotte tra Guelfi e Ghibellini, tra Matelica, San Severino e Camerino, hanno favorito la fondazione del Castello di Raimondo, in un'area particolarmente interessante per il controllo dei traffici e delle popolazioni. Aspetti geografici favorevoli, la presenza dell'antico diverticolo della Flaminia e del fiume Potenza hanno incentivato la possibilità di sviluppo del primo nucleo castellano. La data presumibile di costruzione del centro fortificato è compresa tra il 1311 e il 1318: Raimondo di Attone di Aspello (Francia), legato di papa Clemente V e Rettore della Marca, concede al capitano del Popolo e al signore di Camerino, Berardo di Gentile, la facoltà di edificare il Castrum Raymundi in prossimità del piano scaturito dalla confluenza del rio Lapidoso con il fiume Potenza. Il nucleo originario, strutturato con doppio fossato (1318), cinto da possenti mura e con ben undici torrioni, è senz'altro opera di grande ingegneria militare. Scontri intestini per tutto il Rinascimento, terremoti tra il '700 e l'800 e risanamento edilizio dei primi decenni del '900 hanno cancellato l'intero impianto urbanistico. Sono scomparse la chiesa di San Bartolomeo e la cappella della Maestà; restano tuttora parti di mura castellane, la costruzione principale trasformata nel corso dei secoli in casa parrocchiale e la torre detta del Cassero, che è diventata il simbolo di Castelraimondo, lo stemma ufficiale della comunità prima e del Comune moderno. L'antica chiesa parrocchiale di San Biagio, contemporanea al castello, ma censita solo a partire dal 1330, come soggetta alla Pieve di San Zenone di Gagliole, assume sul finire del '500 le funzioni plebane per l'amministrazione del battesimo. L'edificio è stato più volte rimaneggiato: una ristrutturazione è sicuramente avvenuta nel '700; a causa dei danni riscontrati nel terremoto del 1799, è ampliata con la costruzione dell'attuale facciata, risalente al 1802. Il disastroso incendio del 1906 ha portato a una quasi completa ricostruzione sia delle strutture portanti, sia dell'ornato interno e della variazione degli altari, privati delle opere d'arte originarie. Una torre del complesso fortificato, in epoca imprecisata, è stata trasformata in campanile, sul quale oltre alla campana civica risulta posizionato, nella seconda metà del '600, l'orologio della comunità. Lo sviluppo del paese fino all'800 è rimasto pressoché invariato, tuttavia il massimo ampliamento si è verificato nei quartieri del Borgo e delle Aie; a partire dai primi anni del '900 grande attenzione è stata rivolta all'espansione verso Camerino, con la realizzazione del Corso principale, delimitato da pregevoli edifici in stile Liberty, in parte purtroppo sostituiti. Attualmente la cittadina ha trovato nelle attività artigianali e industriali ulteriore incentivo per la crescita, ma insieme alle frazioni presenti sul territorio, ricche di storia, d'arte e di cultura, ha saputo mantenere vivo quel rapporto tra passato e futuro, tra tradizione e modernità.
vista_dall_alto_del_cassero_e_del_municipio.jpgretro_della_chiesa_di_san_biagio.jpgcampanile_di_san_biagio_e_il_cassero.jpgtorre_del_cassero_e_particolare_della_fontana_dei_leoni.jpgchiesa_di_san_biagio_vista_dal_cassero.jpgnotturno.jpgpiazza_della_repubblica_municipio_e_torre_del_cassero.jpgil_borgo.jpg

Castelraimondo - La Storia

Reperti archeologici testimoniano di una civiltà di cui nel Basso Medioevo si hanno i primi documenti. Lotte tra Guelfi e Ghibellini, aspetti geografici favorevoli, il diverticolo della Flaminia d il Potenza hanno incentivato lo sviluppo del primo nucleo, opera d'ingegneria militare. 

Ne restano parti di mura, la costruzione principale trasformata in casa parrocchiale e la torre del Cassero, simbolo di Castelraimondo. Dai primi del '900 grande espansione verso Camerino, con la realizzazione del corso principale, delimato da pregevoli edifici in stile Liberty. La città ha trovato in artigianato e industria ulteriore incentivo per la crescita. Con le frazioni ricche di storia, di arte, di cultura e di bellezze ambientali, ha saputo mantenere vivo il rapporto tra passato e futuro, tra tradizione e modermità

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Il nome Castelraimondo

Tra il 1311 e il 1318 Raimondo di Attone di Aspello (Francia), legato di papa Clemente V e Rettore di Marca, concede al capitano del Popolo e al signore di Camerino, Berardo di Gentile, la facoltà di edificare il Castrum Raymundi in prossimità del piano scaturito dalla confluenza del rio Lapidoso con il fiume Potenza.

Brondoleto

L'abitato conserva ancora l'assetto della villa medievale, citata sin dal 1272.
Il nucleo centrale (399 mt slm) si trova il complesso di San Lorenzo, il cui terreno presenta un ricco apparato decorativo e una pala d'altare raffigurante la vergine con Bambino, San Lorenzo Martire e San Giovanni Battista; interessante la rappresentazione dei committenti con abiti seicenteschi.
Di fronte alla chiesa, la Villa dei Conti Barboni del XIX secolo è decorata da un gradevole parco.

 

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Corneto

Nella Villa di Corneto, a 431 mt slm, distrutta dai Danseverinati nel 1272 e censita in un catasto camerinese del secolo XIII, è ubicata la romanica chiesa di San Pietro, con tracce di affreschi realizzato dopo il 1585.
La facciata a capanna, con conci squadrati di pietra locale, ha un esile campanile a vela, la cui campana è custodita nel Mueso Diocesano di Camerino.

 

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Seano

La Villa di Seano, 408 mt slm, distrutta nel 1272 nella lotta tra i camerti ed i settempedani, conserva la trecentesca chiesa di Santa Anna, all'interno della quale un gruppo ligneo del '600 raffigura Sant'Anna e Madonna Bambina.
L'ambiente circostante, con strade ricche di querce secolari, è apprezzato per escursioni e passeggiate all'aria aperta, soprattutto in prossimità di Villa De Luca

 

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Sant'Angelo

Alle falde del Monte di Castel Santa Maria, a 549 mt slm., sorge la frazione di Sant'Angelo, la cui origine longobarda è testimoniata da toponimi quale "vallis castalde" e dalla chiesa di San Michele Arcangelo, che contiene un altare in marmo policromo e un organo a canne "Fedeli" del 1782, entrambi provenienti dalla distrutta chiesa di Sant'Angelo di Camerino

 

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Castel Santa Maria

Del nucleo fortificato (539 mt slm) mantiene l'impronta urbanistica: edifici con archi ogivali e notevoli porzioni di mura oltre all'antico palazzo comunale. La Chiesa di Santa Maria Assunta è uno scrigno d'arte: conserva, tra l'altro, un'incoronazione della Vergine di Giovanni Boccati, una statua policroma di San Sebastiano del 1585 ed un fonte battesimale del Cinquecento. Nelle vicinanze Monte Gemmo ed altre località di grande interesse paesaggistico ambientale.

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