Mercoledì 24 Mag 2017
Gagliole

gaglioleLa storia di Gagliole data in epoca pre romana con il ritrovamento di insediamenti preistorici effettuato a più riprese nella vallata del Potenza ed a Colle Marte. Sono del Medioevo però le tracce ancora oggi evidenti: il castello, la rocca, eccellenza dell'ingegneria militare marchigiana, Santa Maria della Pieve. Architettura ed arte sono strette in un connubio che si rafforza per la penetrazione all'interno di un tessuto naturalistico che fornisce lo spunto per escursioni indimenticabili: Prati, Valle dell'Elce, Grotta dell'Elce e del Sasso Pozzo. Un tour che comprende anche le frazioni testimoniano la secolare attività agricola e la pratica della fede religiosa tradizionalmente ad essa legata: i mulini si alternano agli edifici di culto, templi ed eremi di inestimabile valore storico e ricchi di affreschi preziosi come la Madonna delle Macchie.

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Gagliole - Christus Patiens

Questo Christus Patiens gelosamente custodito nell'Oratorio di San Giuseppe mostra con profondo realismo un certo pathos, concentrato nelle piaghe sanguinolente e nelle vene ben evidenti contrapposte alla serena pacatezza del viso, con occhi e bocca socchiusi, incorniciato da una grossa corona di spine in corda intrecciata. Particolarmente bello è il lungo perizoma impreziosito da decorazioni in oro.  L'artista ha utilizzato terra verde dispersa con tuorlo d'uovo per gli incarnati e lapislazzuli mescolati a colla animale per il perizoma, cosa che evidenzia una buona erizia tecnica e conoscenza dei materiali.

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Gagliole - Il tabernacolo

Adorna l'altare maggiore della chiesa di San Lorenzo, costruita a partire dal 1673.  Concepito non come edicola per il Sacramento, ma come luogo deputato alla custodia del corpo di Cristo, con ubicazione fissa e centrale sull'altare, sicuramente è stato prodotto tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo.  La struttura architettonica a tempietto è in pioppo, a quattro facce e quattro ordini sovrapposti su ma base esagonale. Di gusto tardo cinquecentesco, sembra tratto dai disegni del Vasari.  Il secondo ordine a forma di tempio è stato nei secoli reso smontabile ricavan- dovi anche un'apertura per adattarlo a tabernacolo.  Ripropone in maniera simmetrica l'ordine inferiore ed è chiuso da una balaustra; alla sommità una cupola a lanterna.

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Chiesa di San Giuseppe

Piccola chiesa posta a destra della  porta prindpale del castello di Gagliole, mostra, su quella che un tempo era la parete absidale, una bella Natività. L'affresco è contenuto in una nicchia ad arco a tutto sesto e vi sono rappresentati tutti i soggetti tradizionali e due pastori; sullo sfondo, in primo piano rovine di una architettura in rovina che funge da stalla, in lontmanza paesaggi. È datata 1530 e, proprio a partire dalla data, oltre che per il fatto di presentare molti particolari ripetuti in opere di analogo soggetto, nonchè per lo stile, l'affresco è stato attribuito a Giovanni Andrea de Magistris.  Ai lati della nicchia un San Sebastiano e in San Rocco, di epoca forse posteriore, custodiscono la sacra immagine tuttora abbastanza ben conservata.  La chiesa è visitabile tutti i giorni.

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Gagliole - Edicole e Affreschi

Nella casa di riposo di Gagliole i santi taumaturghi Sebastiano ed Antonio completano l’affresco di Lorenzo D’Alessandro che, originariamente, ornava l’edicola posta lungo la via che conduce al Santuario della Madonna delle Macchie.

Il pittore, che negli stessi anni realizzerà la Pietà che è oggi nella pinacoteca di San Severino Marche e la pala dei domenicani di Fabriano oggi alla National Gallery di Londra, sembra rinverdire i trascorsi giovanili con la scuola di Camerino, in particolare con Girolamo di Giovanni.

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Gagliole - San Sebastiano

La statua di grandi dimensioni che si ammira nell'Oratorio di San Giuseppe, si differenzia da altre per il chiasmo invertito, ottenuto caricando il peso sul piede sinistro, controbilanciando alzando il braccio destro sopra la testa mentre il piede sinistro è vistosamente spostato all'indietro. Il viso proteso verso l'alto si inserisce perfettamente nell'arcata creata dal movimento del braccio alzato.  Tutta la figura è stata realizzata secondo un gusto sereno e classico; il livelli artistico raggiunto dallo scultore è molto elevato e sembra trovare riscontri stilistici nel corpus di epere attribuite alla mano di Domenico Indivini.

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