Mercoledì 29 Mar 2017
Matelica

matelicaAl centro della Vallata dell'Esino, protetto dall'abbraccio dell'Appennino, parallelo all'Adriatico, il territorio di Matelica ha caratteristiche uniche che gli consentono di generare una meraviglia dell'enologia: il Verdicchio di Matelica, il vino che si fregia di una delle prime DOC istitute a livello nazionale. Centro dell'omonima Strada del Vino, è un luogo intriso di storia, arte, cultura. Archeologia, architettura, chiese, eremi, raccolte, musei dilatano la dimensione turistica. Il territorio è disseminato di testimonianze di ieri come d'avanguardia, di luoghi mistici come di scorci naturali, di opportunità ricreative e sportive, di risorse imprenditoriali e laboratori di qualità, di aziende agricole e vitivinicole che l'hanno fatta conoscere al mondo come i tanti suoi figli illustri citati dai libri di storia a livello mondiale.

Facciata Palazzo Finag0004.jpgPiazza Enrico Mattei.jpgFacciata Sfilippo.jpg1011percorso38.jpg1011percorso37.jpgTeatro.jpgEnoteca.jpgCorso VittEmanueleII.jpgmuseo archeologico 1.jpgPanorama Matelica Gol0008.jpgIMG_6633.jpg14 Loggetta Ottoni sec XVI.jpg1011percorso36.jpg

 

Rocca degli Ottoni

Descrizione

I ruderi della rocca si trovano sul versante occidentale del Monte S.Vicino, costruita su uno sperone roccioso di calcare massiccio. Il toponimo "Macere" è legato il cumulo di macerie della Rocca, per quasi due secoli fortezza inespugnabile degli Ottoni, poi demolita nel 1564 per ordine del Governatore di Camerino Giovanbattista Doria. Il bosco ha ricoperto quasi del tutto i resti del castello. La struttura si divide in due parti: la superiore o mastio e l'inferiore. I due complessi sono uniti da un torrione di difesa della porta d'ingresso alla parte superiore. La fortezza inferiore, costruita con conci di pietra parzialmente squadrati, ha le mura che poggiano su un naturale rialzo in calcare. I resti mostrano conci legati con malta di calce che hanno uno spessore di poco superiore al metro. L'insieme si presenta come un corpo molto allungato che culmina ad ovest con una torre di avvistamento. Quello che rimane della torre si affaccia su un dirupo scosceso che domina ogni via d'accesso. Al fianco della torre la cinta di difesa si chiude con uno spalto semi-poligonale. Quasi al centro della fortezza inizia il sistema di porte che conduce fino al cassero.

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Abazia di S. Maria de Rotis

Descrizione

I resti dell'abbazia sorgono sul versante interno della dorsale marchigiana, tra i monti Mondubbio e Canfaito a nord e i monti Lavacelli e Argentaro a sud, in un punto in cui le gole mettono in comunicazione diretta le valli del Potenza e del Musone con quella dell'Esino. Nonostante il pessimo stato di conservazione, dai resti emerge chiara la tipologia del complesso, che rispecchia le concezioni spirituali ispirate alla regola benedettina: sul lato nord la chiesa e a sud gli ambienti monastici, tutti intorno all'ampio chiostro interno. L'accesso attuale fa parte di un ampliamento effettuato tra il XIII e il XIV secolo ed era rappresentato da un unico ingresso attraverso un grande arco formato da conci di pietra, disposti a sesto acuto, che immette negli spazi interni attraverso un successivo arco ad ogiva. L'arco più esterno è stato di recente asportato e rubato da ignoti. Il corpo di fabbrica nord-ovest e la chiesa costituiscono la parte più antica del nucleo originale del complesso monastico.

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Casino Pierleoni

 Descrizione

La villa sorge isolata su un'altura, arricchita sul fronte principale da un giardino su cui si affaccia il portico, con aperture ad arco, elemento architettonico aggiunto alla villa nella prima metà dell'Ottocento. Il corpo principale dell'edificio è costituito da un solido volume che si sviluppa su tre piani. La geometria della facciata è sottolineata verticalmente da quattro paraste che inquadrano le tre file di finestre, orizzontalmente dalle linee marcapiano in corsi di mattoni leggermente aggettanti che proseguono anche sui corpi laterali, più bassi di un piano rispetto alla parte centrale. L'edificio presenta una pianta a T, mossa verso il fronte principale da due torrioni bassi che si articolano secondo una pianta ottagonale: quello di sinistra è terrazzato. Il fronte principale non presenta elementi di decorazione: unico elemento è il cornicione del tetto dove è presente un susseguirsi di piccoli archetti che impostano su un elemento circolare in terracotta. Sul retro dell'edificio sono addossati dei corpi di fabbrica. L'interno è stato completamente trasformato da recenti interventi.

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Statua Madonna con Bambino

Descrizione

Nel piccolo gruppo scultoreo, venerato come Madonna delle Grazie, la Vergine Maria, seduta e con lo sguardo rivolto al fedele, indossa sopra la veste rossa un lungo mantello blu che la avvolge dalla testa ai piedi; sul capo il manto è fermato dalla corona appena accennata. Il Bambino è in braccio alla Madre, anch'esso vestito da una tunica rossa ed è raffigurato mentre tocca con la destra una sfera, il globo terrestre, tenuta in mano dalla Vergine, dettaglio che richiama l'iconografia del simulacro trecentesco della Madonna di Loreto. L'intaglio piuttosto semplificato e grossolano e la definizione pittorica delle parti del gruppo, soprattutto dei volti e delle mani, tradiscono il contesto popolare e di cultura minore del manufatto, che, per il fatto di avere il lato posteriore non rifinito, era destinato fin dalle origini ad essere collocato in un'edicola e non ad un uso professionale.

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Villa dei Castiglioni

Descrizione

Antico possedimento fortificato degli Ottoni, era un tempo proprietà della famiglia Razzanti Croci Corradini. La villa si conserva pressochè intatta nella sua struttura a due torri, esemplata sul palazzo di città, ora distrutto, coeva o di qualche anno più tardi, a voler sottolineare, nell'identità della forma, la comune appartenenza alla stessa famiglia o a dichiararne il rango, fatto non comune nel territorio marchigiano, che sembra richiamare le origini toscane e fiorentine dei Razzanti nell'imitazione, in minore, della cultura medicea.

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